“La Regione e la Asl hanno abbandonato il 118”

“Dopo la nefasta riorganizzazione della rete sanitaria abruzzese e le tantissime carenze della sanità regionale, liste d’attesa in primis, la giunta guidata dal governatore Marco Marsilio continua a dimenticare il personale del 118”. Lo sostiene Giovanni Cavallari, candidato consigliere regionale alle elezioni del 10 marzo, nella lista di ‘Abruzzo Insieme’ per Luciano D’Amico presidente.

“Alle idee molto confuse sulla istituzione del numero unico di emergenza, che si segnala per le 38 assunzioni tutte aquilane e la chiusura delle sale operative provinciali, e che porterà disagi e disservizi nella gestione del soccorso in tutta la regione – dice Cavallari -, si deve aggiungere il cronico disinteresse per quelli che vengono definiti i ‘precari a tempo indeterminato’, ovvero i medici convenzionati che prestano il loro lavoro insostituibile e apprezzatissimo dall’intera comunità, nell’emergenza-urgenza”.

“Dal 2004 la Regione non ha mai rinnovato il contratto integrativo, spingendo molti dei medici in servizio a preferire altri obiettivi lavorativi, con relativa diminuzione del personale impegnato. Nel concreto, questa situazione ha portato l’Unità Operativa Complessa del 118 di Teramo da 32 medici in servizio nel 2011 ai 17 attuali, che nelle prossime settimane diventeranno appena 11 per il trasferimento altrove di 5 di loro, vincitori di concorso in altro reparto”.

“Ciò ha creato una situazione paradossale – prosegue Giovanni Cavallari -: dei precedenti 3 medici di centrale, previsti sin dall’istituzione del servizio, attualmente ne resta in servizio soltanto uno, senza collega con funzioni di vicario, e questo unico medico è anche il solo ad essere assunto a tempo indeterminato dalla Asl. Gli altri sono tutti convenzionati, anche loro ‘precari a tempo indeterminato. Va da sé che la situazione lavorativa di chi resta dopo la riduzione degli organici è davvero ai limiti della sostenibilità, in un settore dove la lucidità e la tempestività dell’intervento sono fondamentali per salvare vite umane: negli ultimi mesi – sottolinea Cavallari -, i medici ‘al fronte’ della sanità territoriale hanno accumulato in alcuni casi fino a 100 ore di straordinario mensili”.

“Dietro l’angolo, in assenza di una decisa inversione di rotta, c’è il rischio di avere un servizio di soccorso che nei casi gravi non potrà contare sulla presenza di un medico a bordo di un’ambulanza, con conseguente rischio per i pazienti e più intenso stress per il resto degli equipaggi impegnati negli interventi. Tra le problematiche da segnare come prioritarie tra le riforme e i correttivi da apportare al piano sanitario regionale – propone il candidato di ‘Abruzzo Insieme’ -, urge inserire senza ulteriori rinvii la riformulazione del contratto di categoria che renda dignità all’impegno dei medici oggi convenzionati e il ripensamento delle sale operative provinciali, invitando la Asl di Teramo a farsi carico delle proprie responsabilità sotto il profilo economico e organizzativo, come accade già in altre aziende sanitarie della regione, nonché all’attuazione concreta del piano di organizzazione delle postazioni 118 in provincia di Teramo, garantendo la presenza in servizio delle professionalità previste (ad esempio, per i medici, di un numero minimo di circa 4,5 per postazione). Sappiamo bene come l’assistenza territoriale – conclude Cavallari -, cui il governo regionale in questi 5 anni non ha dedicato la giusta attenzione e su cui ha operato il più consistente numero di tagli, comincia dall’emergenza-urgenza, e questa emorragia va subito tamponata”.

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