In replica al dg Di Giosia: “Sanità sempre più lontana dai cittadini”

Che il Direttore Generale della Asl di Teramo si debba scomodare di entrare, come anche lui ha sottolineato, nel clima di campagna elettorale, dimostra appieno come quello delle liste di attesa sia un nervo scoperto e che a parlarne si irriti subito la suscettibilità di chi prova a governarla con scarso successo“. Replica così Giovanni Cavallari al direttore generale della Asl di Teramo, Maurizio Di Giosia, intervenuto per rispondere alle critiche sul fallimento della politica regionale sulla gestione delle liste di attesa, diventate un problema per migliaia e migliaia di cittadini-utenti della sanità regionale.

Al direttore generale Di Giosia vorremmo ricordare che cifre e percentuali sono utili per facilitare il percorso verso le verifiche di mandato ma molto spesso poco indicative di quello che tutti i giorni gli utenti combattono alle prese con i centri di prenotazione. Le prestazioni aumentano sempre meno rispetto alle esigenze del paziente e quando arriva il tempo dell’erogazione, la patologia che si cercava purtroppo è drammaticamente conclamata: paradossalmente, le 23.000 produzioni specialistiche ambulatoriali da lui evocate sono la conferma di questo quadro catastrofico. Recuperare sulla mancata puntualità nei tempi di erogazione, caro Direttore, non dipende certamente dall’impegno del personale sanitario e mai nessuno si è azzardato a coinvolgerlo: il suo tentativo di farsi scudo della loro professionalità è soltanto la conferma della mancanza di una visione programmatica di investimento sulla forza umana e sulla disponibilità di dotazioni tecnologiche, oltre che di un orologio della sanità che regoli il flusso delle prestazioni interne e quelle per l’utenza esterna”.

Sì, è probabile, infine – conclude Cavallari -, che siamo in possesso di una ‘ricetta magica’ per il governo delle liste di attesa e più in generale di una sanità più vicina al cittadino: è per questo che chiediamo agli elettori di darci il consenso per cambiare la disastrosa sanità che abbiamo conosciuto in questi ultimi 5 anni“.

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